L’orologio oggi esposto nel Museo di Vietri di Potenza è il risultato di un intreccio di competenze e tradizioni. La sua esistenza, la sua lunga vita operativa e la sua conservazione sono il frutto del lavoro di due famiglie che, in epoche diverse e con ruoli complementari, hanno garantito che il tempo continuasse a scorrere per la comunità:
i Campazzi, artigiani costruttori del meccanismo originale datato 1889;
i Canonico, tecnici e manutentori che ne hanno assicurato la funzionalità nel corso dei decenni a cui il Comune di Vietri di Potenza ha affidato il restauro conservativo. La musealizzazione è avvenuta nel 2026.
Il loro contributo non è solo tecnico, ma profondamente culturale: attraverso il loro lavoro si tramanda una tradizione che unisce sapere meccanico, ingegno e cura del patrimonio comunitario.
La famiglia Campazzi era una delle più importanti dinastie di orologiai nel territorio novarese. Le loro attività comprendevano la costruzione, la manutenzione e il restauro di orologi da torre, oltre a strumenti meccanici di precisione.
Operativi tra il XIX e XX secolo, sono spesso menzionati in archivi civici e parrocchiali per interventi su campanili, torri civiche e meccanismi pubblici. I Campazzi si distinguevano per la capacità di unire artigianato e ingegnosità: le loro ruote dentate erano studiate per durare, i loro orologi per essere compresi e mantenuti anche da chi, dopo di loro, avrebbe avuto il compito di custodirli.
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Intervista al Sig. Michele Canonico, restauratore dell’orologio
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Il pendolo (o, nei modelli più antichi, il bilanciere) è l’elemento che dà la cadenza al meccanismo. La sua oscillazione divide il tempo in intervalli regolari.
Lo scappamento è il dispositivo che collega il movimento del pendolo al resto dell’orologio. Ha due funzioni fondamentali:
lasciare avanzare la ruota del tempo un dente alla volta;
restituire al pendolo l’energia necessaria per continuare a oscillare.
L'ancora è l’elemento dello scappamento che regola il rilascio dell’energia, trasmettendo il movimento al pendolo con ritmo costante.
Le palette sono le superfici dell’ancora che entrano in contatto con la ruota di scappamento, permettendo l’avanzamento controllato degli ingranaggi
La ruota motrice èla prima ruota del sistema di ingranaggi. Riceve l’energia dal bariletto e la trasmette al treno del tempo, avviando il movimento regolare che porterà allo scorrere delle lancette.
Il Bariletto è il cuore energetico dell’orologio meccanico. Al suo interno è avvolta la molla di carica che, svolgendosi lentamente, accumula e rilascia l’energia necessaria a far muovere tutti gli ingranaggi e le lancette.
Il peso genera l’energia che fa muovere l’intero sistema.
Quando il peso arriva al fondo, l’orologio deve essere caricato: in passato a mano, oggi spesso tramite piccoli motori elettrici.
La lancetta dei secondi
Indica il passaggio del tempo più preciso. Negli orologi meccanici avanza a scatti regolari, sincronizzati con il pendolo o il bilanciere, rendendo visibile il ritmo interno del meccanismo.
La lancetta dei minuti
Indica lo scorrere regolare del tempo all’interno dell’ora. È collegata al treno degli ingranaggi e traduce il movimento continuo del meccanismo in una misura stabile e leggibile.
La lancetta delle ore
Indica il passaggio lento del tempo. Avanza gradualmente grazie al treno degli ingranaggi, completando un giro in dodici ore e offrendo una visione ampia e ciclica del tempo.
Vietri di Potenza · Memoria e comunità
La storia degli orologi di Vietri
Tocca un argomento per esplorare racconti, immagini e testimonianze.
Tempo pubblico
Un orologio per la vita del borgo
L’orologio della torre di Vietri non è soltanto uno strumento per segnare le ore. I suoi rintocchi accompagnano la vita del borgo, il lavoro, le celebrazioni e i momenti condivisi dalla comunità.
Fede, storia e comunità
Sant’Anselmo, patrono di Vietri
Il culto di Sant’Anselmo martire e soldato di Gesù, patrono di Vietri di Potenza, è documentato a partire dal 25 aprile 1616. In quella data Giovanni De Sangro, duca di Vietri e signore feudale anche di Abriola, donò alla comunità il corpo del santo, fatto giungere da Roma per iniziativa del padre Fabrizio De Sangro.
La consegna avvenne nei locali del primo convento di San Francesco, allora abitato dai frati cappuccini. Le reliquie furono affidate al sindaco Ascanio Fontana Rosa e agli eletti della Municipalità di Vietri.
Il nuovo culto sostituì quasi certamente quello di San Nicola di Myra, rimasto però fino a oggi nella titolarità della Parrocchia. Della vita e del martirio di Sant’Anselmo non sono invece note informazioni certe: già nel 1746 il vietrese Gerardo Volella ricordava come patria, vita e martirio del santo rimanessero sconosciuti.
Fonti: Archivi notarili di Vietri di Potenza, I vers., vol. 174, cc. 113r-114v; G. Volella, Vietri di Lucania, 1746.
Maestri orologiai
Il meccanismo della famiglia Campazzi
L’orologio oggi esposto nel Museo di Vietri di Potenza è legato alla famiglia Campazzi, importante dinastia di orologiai del territorio novarese. I Campazzi erano specializzati nella costruzione, manutenzione e restauro degli orologi da torre. Il meccanismo di Vietri è datato 1889.
Il restauro: prima e dopo

Prima
Dopo
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Cura e conservazione
La famiglia Canonico
Alla storia dell’orologio di Vietri è legato anche il lavoro della famiglia Canonico, che ha contribuito alla manutenzione, alla conservazione e al recupero del meccanismo.
Tempo e spiritualità
L’orologio del Convento dei Cappuccini
Anche il Convento dei Cappuccini, che domina la collina su Vietri, custodisce un antico orologio. La sua presenza racconta un modo diverso di interpretare il trascorrere del tempo, legato anche alla dimensione spirituale.
“Parlo in mistica parola
segno il tempo e non è più
ahi la vita se ne vola
sol perenne è la virtù”
L’orologio diventa così non soltanto un oggetto meccanico, ma anche un simbolo spirituale e morale e un segno potente della memoria della comunità vietrese.
Recupero e valorizzazione
Dal recupero al museo
Il recupero e il restauro dell’antico meccanismo hanno permesso di conservare una testimonianza importante della storia di Vietri di Potenza e di restituirla alla comunità.
La musealizzazione consente di raccontare la storia dell’orologio, il sapere degli artigiani, il funzionamento della macchina e il rapporto con la memoria della comunità vietrese.
Testimonianze
Il recupero dell’orologio
Michele Canonico racconta il recupero, il restauro e il funzionamento dell’antico meccanismo.
