I Campazzi, di Novara attiva dal 1800 si è specializzata nella creazione di orologi da Torre; i suoi orologi sono presenti in tutta Italia. In Basilicata ne sono presenti quattro in particolare troviamo quello a Vietri di Potenza, Atella, Ferrandina , Montemurro.
Alcune delle realtà storiche di orologiai da torre del 1800 sono ancora attive oggi (es. Canonico, Trebino, Solari).
Altre, come l’azienda dei Campazzi e la scuola di Pietro Mei, non esistono più.
L’orologio oggi esposto nel Museo di Vietri di Potenza è il risultato di questo intreccio di competenze e tradizioni. La sua esistenza, la sua lunga vita operativa e la sua conservazione sono il frutto del lavoro di due famiglie che, in epoche diverse e con ruoli complementari, hanno garantito che il tempo continuasse a scorrere preciso sopra la comunità:
-i Campazzi, artigiani costruttori del meccanismo originale;
-i Canonico, tecnici e manutentori che ne hanno assicurato la funzionalità nel corso dei decenni.
La famiglia Campazzi era una delle più importanti dinastie di orologiai nel territorio novarese. Le loro attività comprendevano la costruzione, la manutenzione e il restauro di orologi da torre, oltre a strumenti meccanici di precisione.
Operativi tra il XIX e XX secolo, sono spesso menzionati in archivi civici e parrocchiali per interventi su campanili, torri civiche e meccanismi pubblici.
Uno degli aspetti più importanti riguardava il miglioramento del meccanismo di scappamento, il dispositivo che regola il movimento degli ingranaggi e determina il ritmo con cui l’orologio scandisce il tempo. Grazie a regolazioni più accurate e a una migliore qualità dei componenti, gli orologi risultavano più stabili e meno soggetti a variazioni.
I Campazzi intervennero inoltre sulla struttura meccanica del telaio, rendendola più robusta e resistente alle sollecitazioni. Gli orologi da torre erano infatti sottoposti a vibrazioni, variazioni climatiche e usura continua: per questo vennero realizzati ingranaggi più solidi e sistemi di trasmissione più affidabili.
Un’altra innovazione riguardava il collegamento tra meccanismo dell’orologio e sistema delle campane. Il rintocco delle ore doveva essere perfettamente sincronizzato con il movimento delle lancette e con il quadrante visibile dalla piazza. Migliorando questa relazione tra suono e movimento, gli orologi delle torri potevano comunicare il tempo alla comunità con maggiore precisione.






